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Come Guarire dal Mal di Schiena Senza Far Niente per il Mal di Schiena

Come Guarire dal Mal di Schiena Senza Far Niente per il Mal di Schiena

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ECCO COSA STA CERCANDO DI DIRTI IL TUO CORPO

 

Il corpo non mente mai. Il tono, il colore, le sue posizioni, le proporzioni, i movimenti, le tensioni e la vitalità rivelano la persona che ci sta dentro. Questi segni sono un linguaggio chiaro per quelli che hanno imparato a leggerli.

Il corpo rivela cose che riguardano la sua storia emozionale e i sentimenti più profondi, il suo carattere e la personalità.

L’incauto barcollare di un ubriaco e l’agile aggraziato incedere di un ballerino, testimoniano tanto il loro movimento attraverso la vita quanto la loro progressione attraverso lo spazio. Leggero uno, a rotoloni l’altro.

E’ spesso facile riconoscere una persona dal suo modo di camminare, anche ad una certa distanza, soprattutto se è ubriaco!

Per farlo ci serviamo degli indizi che ci parlano del suo modo di vivere.

Ad esempio una testa piegata, delle spalle curve, un torace incavato e una andatura lenta e appesantita possono riflettere sentimenti di debolezza e frustrazione.

Mentre un portamento eretto della testa, spalle diritte e rilassate, un torace che respira a fondo e agevolmente, e un portamento agile suggeriscono energia e fiduciosa speranza.

Da chi dei due andresti per chiedere un prestito?

Le fibre muscolari si irrigidiscono col tempo, diventano dure come le bende di una mummia, fasce di tessuto che coinvolgono lo sviluppo e la struttura di un corpo, che non solo caratterizzano il momento che la persona sta vivendo, ma rappresentano la persona in toto.

Potremmo leggere nella postura una intera vita!

Si formano in risposta alla famiglia e alle condizioni ambientali dove siamo nati.

Un bambino può essere trattato in molti modi diversi dai genitori, ma se l’atteggiamento generale produce sentimenti dolorosi, allora il bambino sviluppa una risposta muscolare e uno stato d’animo necessario a resistere.

Potrebbe sviluppare uno stato di amarezza e rispondere con una risposta tipo: “io non ho bisogno di nessuno” oppure “gli farò vedere io”.

Qualunque sia il sentimento che il bambino prova, viene espresso anche fisicamente e crescendo diventa un portamento, una “postura”, cioè un’armatura muscolare fissa tesa cronicamente in un atteggiamento altrettanto fisso e rigido verso la vita.

Queste caratteristiche rimangono lì per sempre. Se non si fa nulla per cambiarle.

E’ come se il corpo vedesse ciò che la mente pensa e il cuore sente, e vi si adattasse.

Questo dà luogo ad un caratteristico modo di portarsi (di portare il corpo, portamento), come l’orgoglio, che gonfia il petto o la paura che fa contrarre le spalle e chiudere le natiche, proprio come quando prendiamo uno spavento!

Tutto questo pesante fardello si riflette sul modo di agire e di muoversi, come accade per esempio nell’atto di curvarsi in avanti, reso rigido e più difficoltoso da una schiena cronicamente bloccata in risposta ad un evento o ad un tipo piuttosto rigido di educazione.

Ogni azione compiuta in questa condizione non solo crea dolore e limita i movimenti, ma fa sembrare più gravosa la vita stessa!

Detto questo, dovrebbe essere un po’ più chiaro perché intervenire su un singolo sintomo non è efficace.

Se il mal di schiena non scompare anche dopo alcuni trattamenti, non vuol dire che il professionista non sa fare il suo mestiere, ma probabilmente che il corpo ritorna, attraverso la sua memoria muscolare in una postura che gli serve per far fronte a un certo tipo di vita che conduce.

Cambiare questo atteggiamento non è sempre possibile se non lo si individua e ci si lavora su con la consapevolezza di coinvolgere la persona nel suo insieme.

Immaginare il corpo umano come un’armatura muscolare fatta di fasce di cuoio strette, costruita in anni di risposte caratteriali a eventi di vita vissuta è già di per se qualcosa di grottesco e affascinante, come la gobba di Igor in Frankenstein Junior.

Saperci mettere le mani sopra è un altro paio di maniche.

Ma prendiamo in considerazione ancora alcuni spunti. Scopriamo per esempio quanto incide la mamma in tutto questo.

I sentimenti che una madre ha per il proprio figlio e le risposte alle sue necessità fisiche ed emozionali, sono i fattori determinanti più importanti che producono armature caratteriali.

Eh già. Prendiamo l’esempio di una madre che risponde con amore e comprensione, questo aiuta il bambino a trovare sicurezza, soddisfazione e piacere. Questi buoni sentimenti favoriscono una crescita sana, libera e sono una forma di nutrimento importante quanto il cibo. Al contrario, la mancanza di questo nutrimento è dannosa.

Più che ogni altra cosa è questo danno che il corpo rivela con le sue corazze.

Idealmente un copro sano dovrebbe esser in grado di permettere il libero fluire di ogni sentimento in modo efficiente, dovrebbe essere aggraziato nei suoi movimenti, consapevole e ricettivo alle sue reali necessità.

Questo tipo di corpo ha occhi luminosi, respira liberamente, ha la pelle morbida ed ha un tono muscolare elastico. E’ ben proporzionato e i vari segmenti sono coordinati fra loro.

Un collo flessibile con la testa che si muove con naturalezza, il bacino che oscilla liberamente, e l’intero corpo ben sviluppato in una posizione eretta, che non fa a cazzotti con la spinta verso il basso della forza di gravità.

Piacere e benessere sono i sentimenti che caratterizzano questo corpo ideale.

La persona che abita un corpo come questo sarà emozionalmente disponibile e i suoi sentimenti saranno spontanei.

Al contrario, un corpo costretto dentro armature muscolari fisse come un cavaliere medioevale, è molto lontano da questo ideale e limitato fortemente nelle sue possibilità di scelta.naturopatia-carlo-gervasi

Diciamo che è l’esatto opposto, in un milione di sfumature diverse.

Inoltre ad ogni struttura muscolare è associato un particolare sentimento, così il nostro cavaliere templare arrugginito non solo sarà costretto dalle sue tensioni, ma sarà obbligato a comportarsi secondo un modello caratteriale ben definito.

Fortunatamente il numero delle strutture caratteriali di base è, fino ad un certo punto, limitato, diciamo più o meno quanto sono limitati in numero i sentimenti primari.

Non c’è limite invece alle sfumature e alle sottigliezze delle loro combinazioni.

Questi sentimenti che stanno alla base e il loro interagire con le forze della crescita, producono l’infinita varietà delle personalità, che come ho detto prima sono una combinazione tra:

risposte all’ambiente familiare +

armature muscolari fisse +

sentimento primario = personalità

 

Spesso chi insegna questi modelli, per semplificare, cerca di etichettare le personalità o “caratteriotipi”, o i “tipi umani” per citarne qualcuno in pochi esemplari ma…

Può essere più esatto parlare di tendenze nel carattere che cercare di etichettare la gente in un particolare tipo di personalità, anche se ovviamente è più semplice e sbrigativo.

Eppure il copro di ogni individuo parla effettivamente in modo più o meno chiaro delle strutture e delle ferite che lo dominano.

Per vedere queste strutture e leggere il messaggio che contengono, c’è bisogno di una decisa volontà di essere interessati a qualunque cosa si possa trovare.

Non si tratta soltanto di guardare con gli occhi, ma è pure un sentire col cuore. Una sottile percezione di energie e vibrazioni non facilmente spiegabile.

E’ tutto scritto lì, sul corpo come i geroglifici sulla pietra, o come il rossetto su uno specchio.

Ciò che il corpo ci rivela sta tanto dentro di noi quanto dentro alla persona che cerchiamo di conoscere.

Il corpo di una persona, il suo comportamento, la sua personalità, il modo in cui si muove, ciò di cui parla, i suoi atteggiamenti, i suoi sogni, le sue percezioni e il suo portamento, sono parti di un tutto unitario.

Un filo di Arianna che conduce chi osserva attraverso il labirinto della vita di una persona, dove tutte le parti sono collegate. Non puoi cambiarne una senza influenzare le altre, anche se a volte può sembrare che siano indipendenti.

Ora, riprendiamo la storia della mamma e di come influenza la comparsa delle corazze muscolari.

<<Qualche settimana fa mi trovavo su un aereo, seduti di fronte a me c’erano una giovane coppia con un bambino. Il bambino aveva degli incredibili occhi spalancati, e continuava a guardare tutte le cose che lo incuriosivano. Ma ogni volta che si allungava verso un oggetto per afferrarlo e soddisfare la sua curiosità, la madre gli prendeva il braccio e lo rimetteva a posto. Spezzava continuamente l’unità tra la curiosità del bambino e il mondo esterno attorno a lui >>

Se la madre dovesse continuare a comportarsi in questo modo, potrebbero succedere due cose:

In una il bambino potrebbe arrendersi e sviluppare un atteggiamento di sconfitta.

Diventato adulto, le sue braccia penderebbero inanimate dalle spalle curve e strette.

Sarà un individuo che non tenderà verso la vita, anzi aspetterà piuttosto con indecisione che le cose arrivino a lui senza permettersi di andare a prenderle. Faticherà a trovare piacere e soddisfazione nella vita, anzi cercherà ostacoli e frustrazione.

Del resto, non è quello che ha imparato?

Nell’altro caso, potrebbe darsi che il bambino lotti e impari ad ottenere quello che vuole con la forza.

A quel punto allora la sua mascella sporgerà in fuori e il suo corpo diventerà muscoloso ed energico. Le cose che gli verranno date con gentilezza gli sfuggiranno di mano, sarà abituato a prendersi le cose con la forza, anche le più semplici.

In entrambi i casi il facile flusso della curiosità e dell’azione è stato deviato dal suo corso naturale, e la spontaneità che ha bisogno di una base più ampia di possibilità, viene spezzettata dagli atteggiamenti rigidi dell’educazione familiare.

Quando l’innata libertà del corpo viene ripetutamente interrotta con comportamenti coatti e ignoranti, viene impedita la consapevolezza degli impulsi sani che nascono nelle nostre pance, dai nostri genitali, dalle nostre braccia, dalle nostre gambe e da tutte le altre parti del nostro corpo.

Sono martellate che un fabbro cieco batte sulla nostra armatura plasmandola a suo piacere. Spesso però senza avere idea del risultato finale. Infatti è cieco!

E’ a questo punto che evitiamo di esprimere i sentimenti associati con quelle parti:

  • La rabbia e il protendersi delle braccia.

  • La sessualità nei genitali.

  • L’amore nel cuore.

  • Le sensazioni piene o vuote nella pancia.

Vengono irrimediabilmente irrigidite e i muscoli vengono usati per costruire dighe contro il flusso dei sentimenti.

E’ per esprimere questo concetto che usiamo la parola “blocco”.

Quando un sentimento può sfociare facilmente in espressione allora ha superato gli argini e le lacrime possono scorrere liberamente.

Se invece la diga tiene, la tensione muscolare impedisce questo fluire e le lacrime a lungo trattenute tendono la mascella, il petto, lo stomaco, il diaframma, i muscoli della gola e della faccia. E l’espressione rimane fissa, immobile, rigida.

Chiunque di noi può avere diversi blocchi di diversa gravità. Questi, più di qualsiasi altra cosa ci danno la nostra particolare personalità o il nostro particolare carattere. Ci parlano di noi, ci dicono chi siamo, perché siamo diventati così e lo comunicano agli altri.

I sentimenti bloccati rendono difficile e delicato ogni cambiamento.

E’ vero. Ma una volta che il cambiamento è cominciato, lo slancio nella direzione della crescita può aumentare fino al punto in cui gli sforzi che una volta sembravano impossibili diventano semplici e le azioni una volta intraprese con paura sono invece affrontate con facilità.

Per la maggior parte delle persone normali che convivono con i propri problemi e ne hanno avuto veramente abbastanza esiste una via d’uscita.

La strada è lastricata di:

  • Coraggio

  • Fiducia

  • Duro lavoro

  • Saggia decisione

  • Verità

Il lavoro fatto per cambiare, deve rendere attivi i cambiamenti a tutti e 3 i livelli: fisico, emotivo e mentale. Dal momento che ogni livello influisce sugli altri.

Ci sentiamo meglio quando siamo fisicamente sani, proprio come abbiamo maggiore probabilità di rimanere sani fisicamente se siamo emozionalmente soddisfatti.

Il cambiamento profondo è molto più che trovare un ruolo comodo e sostenerlo, è andare oltre i limiti autoimposti.

Ecco perché le paure e il dolore devono essere affrontate e sperimentate di nuovo.

Attenzione! Cerca di capire bene quello che sto per dirti.

Non ti sto dicendo di buttarti nella fossa dei leoni e affrontare di nuovo il mostro a sette teste.

Ma ti renderai conto da solo che con le armi acquisite durante il cambiamento le stesse paure che prima ti bloccavano risultano quasi ridicole.

Un po’ come la paura del buio che abbiamo avuto da bambini ci sembra ridicola una volta diventati grandi.

E’ esattamente come fanno i campioni quando vogliono superare un record. Ci riprovano e ci riprovano fin che non ci riescono. Qui è uguale, non cambia niente, anzi è persin più semplice perché il record da battere è solo dentro alla tua testa.

Capito questo puoi affrontare il cambiamento con nuove armi e costruire una solida base fatta di:

  • Vitalità fisica

  • Atteggiamenti realistici

  • Soddisfazione emozionale

  • Accettazione della vita

Nel ricercare dentro di te l’origine e il significato della tua vita puoi solo arrivare a trovare una forza immensa, misteriosa e senza fine, il fondamento più sicuro e più vero della tua stessa esistenza.

Ricordati che le caratteristiche di una persona comprendono anche dolore e paura.

Sono sentimenti profondi e sono espressioni di una lunga sofferenza.

E’ necessaria l’abilità ed è essenziale la comprensione se hai intenzione di affrontarli e cercare di dissolverli.

Dal momento che si sono formati in un lungo periodo di tempo, non cedono facilmente. Ma in molti casi ti basteranno la tenerezza, il rispetto, la comprensione e l’impegno ad essere onesto per liberarti di loro.

Scoprili e poi comprendili, è così che potrai cominciare nel modo migliore a liberarti dalla loro stretta.

Se sei arrivato a leggere fin qui, sono sicuro che questo articolo ti è stato utile, se stai pensando di iscriverti a uno dei miei corsi clicca sul link che hai ricevuto sulla mail.

Ci vediamo in sala.

Carlo

 

 

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