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HAI MAI PENSATO CHE SE NON RIESCI A DORMIRE È DOVUTO ALLA NECESSITÁ DI ELABORARE DEL MATERIALE REPRESSO?

HAI MAI PENSATO CHE SE NON RIESCI A DORMIRE È DOVUTO ALLA NECESSITÁ DI ELABORARE DEL MATERIALE REPRESSO?

IL LAVORO SUI SOGNI TI AIUTA A CAPIRE LA NATURA SIMBOLICA DELLE SITUAZIONI ESTERNE E A SCARICARE IL LORO CONTENUTO SENZA CONTINUARE AD ACCUMULARLO

 

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Spesso crediamo di sapere ciò che succede nel mondo esterno, nel “mondo vero”, pensiamo di conoscere con chi ci stiamo relazionando, perché mangiamo certi cibi, cosa facciamo nella nostra professione, o perché guardiamo un certo programma in televisione, ma non ne abbiamo che una vaga idea.

Questo succede perché abbiamo la tendenza ad identificarci troppo con noi stessi e con quello che facciamo. Diventiamo quella cosa che stiamo facendo, così come diventiamo quella persona che si comporta in un certo modo e crediamo di essere lui.

Esatto, hai capito bene. Credi di essere te stesso.

Un insieme di comportamenti che non ti sei mai preso la briga di chiederti da dove vengono.

Quante volte ti sei detto, solo per giustificarti “io sono così” e via a sciorinare una valanga di aggettivi su di te tipo venditore Tupperware.

Ma io sono così, cosa significa? Chi è così?

Identificarti con quello che fai e con quello che sei è una cosa abbastanza comune, anzi direi che accade così al il 99,999 % dei tuoi simili.

Aumenta e amplifica l’importanza che dai alle situazioni che vivi (anche quelle più spiacevoli), alla tua professione, ai tuoi amati problemi, e alla tua stessa persona.

Immedesimarti con te stesso mette in moto una serie di credenze e di convinzioni che ti portano a comportarti in modo prevedibile, sempre uguale, e a ricadere negli stessi errori senza che te ne accorgi.

Problemi che visti dall’esterno sembrano facili da risolvere, ma per te che ci sei infilato dentro non è facile trovare una soluzione razionale.

L’importanza e il bisogno di doverti riconoscere in una certa identità ti porta a credere che non ci sono altri modi di essere tranne quello che si sta vivendo in quel preciso momento.

Sei talmente dentro la situazione da credere veramente che la cosa stia capitando proprio a te.

Stooop!! Ho appena iniziato a scrivere e già mi sembra di essere entrato nel mistico, mi sono ripromesso di trattare questo argomento in modo scientifico, ed eccomi qua, a pontificare dall’alto del mio divanetto di vimini che “non dovete identificarvi in voi stessi”. Ma mi sento mentre parlo? Mi manca solo un bel sari indiano e una santa mucca bianca che mi lecca i piedi et voilà mi sono già bello trasformato in un barbuto baba yogico!

Per favore, che Dio mi strafulmini, se sono incomprensibile ditemelo subito e facciamola finita!

Non voglio identificarmi con me stesso!

Ok provo a darmi un’altra chance.

Perché identificarsi dovrebbe essere dannoso?

Identificarsi con l’attore che stiamo interpretando in questo momento (sul palcoscenico della vita, come diceva il buon Guglielmo Shakespere) mette in moto un sistema di credenze molto radicato in noi, che coinvolge la nostra educazione familiare, scolastica, sociale, civica, sessuale, economica e perfino quella religiosa.

Entra in moto in noi come un pilota automatico e ci trasforma nel bravo bambino e nella brava bambina per far contenti nonni e nonne, ci trasforma nella moglie zelante, nella brava mamma o nel bravo padre di famiglia. E via di seguito con tutte le identità possibili immaginabili che prendiamo a prestito senza chiederci mai se è veramente quello che vogliamo.

Identificarsi vuol dire credere!

Credere vuol dire sviluppare un potenziale mentale (pensiero) che deve tradursi in azioni, le quali generano aspettative di risultati, che confermano la credenza stessa.

Cerco di spiegarmi meglio. Se stai guardando un film, ti può capitare di identificarti nei personaggi, ti è capitato no? Di sentire quello che sentono loro, di piangere, di ridere, essere d’accordo oppure dire sottovoce all’attore di fare o non fare qualcosa, tipo “dai, non aprire quella dannatissima porta che lo sai che li dietro si nasconde…”.

Vivi attraverso il film le emozioni che vive l’attore che vedi sullo schermo, completamente immerso nella storia che stai guardando e vivendo, come fossi tu, o come fossi in un sogno.

Del resto che differenza fa? Finzione, realtà, sogno, illusione.

E’ tutto nella tua immaginazione. Oddio ci sto cascando di nuovo, sto per essere risucchiato nel vortice del misticismo, aiutooooo!

Torniamo seri. Se interagisci mentalmente con i personaggi del film, proprio come quando E.T. nel film di Spielberg fa baciare a distanza al ragazzino ubriaco di birra la sua compagna di classe mentre lui sta guardando in TV Bogart che si bacia la Bergman in Casablanca, il tuo sistema di credenze diventa il filtro della tua identificazione tra te e il personaggio del film.

Esattamente come stai facendo adesso mentre leggi questa sbobba, puoi essere d’accordo o no con me, è completamente irrilevante, ormai sei in mio potere, totalmente identificato anche tu nel baba indiano col completino arancione!

Lasciamo perdere finzione, realtà e illusioni che già di per se hanno i loro problemi e prendiamo in considerazione solo il mondo dei sogni come calderone oggettivo di immagini e simboli. Tu sogni qualche volta no?

Bene perfetto. Partiamo da qui.

Se ti stai chiedendo cosa centra l’identificazione, con le credenze e con i sogni, sappi che me lo sto chiedendo anch’io.

Anzi io sono messo peggio di te perché devo anche incollarli assieme e dargli un senso che ti vada bene.

Il mondo dei sogni, per come la vedo io, deve essere considerato come una porta fra il dentro e il fuori, fra la tua vita interiore e la tua vita reale. L’io del sogno, ovvero il te stesso che sogna, che cambia forma, che si trova in luoghi strani con persone sconosciute facendo cose discutibili, rappresenta una serie di identità che spesso si comportano in modo diverso da come ti comporteresti nella realtà.

E’ per questo che a volte le azioni che compi nei sogni ti sconvolgono!

Prova a leggere questo sogno qui sotto, identificati per un secondo nella sognatrice, cioè immagina di averlo fatto tu e vediamo se una volta sveglio lascia un po’ di perplessità anche a te.

Ricorda come ti sei sentito tutte le volte che ti sei svegliato dopo un sogno che non hai capito tipo, ma cosa avrà mai voluto dirmi?

Un’infermiera che lavorava in ospedale aveva sognato di trovarsi di fronte a molti morti e moribondi. Scelse tra le persone da curare quella che aveva qualche speranza di migliorare.

Nell’ultima parte del sogno faceva l’amore con una bella donna sperimentandone il calore e l’intimità. (Sogno compensatore e rivelatore, che compensa la situazione esterna, indica un atteggiamento creativo e una soluzione nell’affrontare il problema).

Bene, adesso che l’hai letto proviamo a dargli un significato usando i simboli presenti nel sogno e cerchiamo di capire quale messaggio profondo è diretto a chi sta sognando.

Per prima cosa il sogno mostra l’atteggiamento della sognatrice di essere dalla parte della vita, di salvare i pazienti salvabili e di lasciar perdere gli altri.

Attraverso il lavoro sui sogni la sognatrice si sta rendendo conto di quella che è la sua inclinazione medica inconscia e la necessità di includere l’accettazione della morte come processo altrettanto naturale della vita.

In questo modo il sogno mostra i simbolismi nascosti dietro le specifiche pratiche mediche ospedaliere, l’accanimento terapeutico, la non accettazione della morte da parte del personale ospedaliero, e soprattutto se una persona una volta strappata dalle braccia di Thanatos non sarà più autosufficiente.

Stiamo solo osservando il valore di questo sogno, non cerchiamo commenti personali, che sfocerebbero nell’identificazione col sistema di credenze personale di ognuno di noi.

Visto che funziona? L’identificazione in questo caso diventa una trappola nella quale è facile cascarci.

Tutti gli operatori del settore medico dovrebbero esercitarsi a lavorare sui propri sogni al fine di relazionarsi meglio con i significati interni del loro importantissimo lavoro esterno!

Infatti l’interpretazione, offre alla sognatrice una possibilità di scelta e significato.

Soltanto quando una società ripone un forte interesse nelle elaborazioni interne dei suoi membri può ritenersi degna di chiamarsi civile.

La consapevolezza, non la tecnologia, contraddistingue la maturità di una cultura.

E che dire della sognatrice che nel sogno fa l’amore con un’altra donna?

Aveva vissuto l’esperienza come sana, calda e piena di vita, qualche dubbio circa la sua inclinazione sessuale glielo avrà lasciato di sicuro.

Ma allora in fondo io…

Nella vita esterna normalmente la sognatrice ha relazioni con uomini, ma in questo caso ha sperimentato la sessualità con una donna, come un incontro con la fertilità femminile dello spirito della vita.

Una sana compensazione all’avere tanto a che fare con la morte tipico della sua professione.

Va visto come simbolico, come la forza della vita che emerge facendo da contrappeso alla forza della morte.

Come regola generale, i sogni usano il simbolismo delle nostre professioni per presentarci le dinamiche interne e gli atteggiamenti evocati in noi dalle situazioni esterne.

Come vedi il materiale represso nella vita (nel caso della sognatrice, il mettere in discussione alcune pratiche della sua professione e la sua sessualità in generale) riemerge nei sogni.

La sua presenza si fa sentire anche attraverso l’impossibilità di dormire di notte.

Il nostro inconscio è alla ricerca di soluzioni che noi non siamo in grado di elaborare e le releghiamo nel mondo degli incubi e dei sogni ricorrenti. Situazioni che ci spaventano per il loro contenuto mostruoso che non siamo capaci di sfruttare

La cura per i mostri non sono i sonniferi, ma trovare una soluzione ai sentimenti e alle dinamiche sollevate dalla vita e presentate sotto un’altra forma nei sogni.

Quindi ti consiglio, almeno inizialmente di tenere un diario dei sogni e uno della vita da sveglio. Se hai difficoltà ad addormentarti, scrivi i tuoi sentimenti e le cose che ti preoccupano, anche le più strane o paurose. Prendi il materiale che hai nella tua testa e trasferiscilo sulla carta, così da poter cadere dolcemente nel sonno.

Scrivi i tuoi sogni e lavora sul materiale che ti propongono le situazioni, i personaggi e le immagini che vedi, anche se è piena notte! Devi creare mentre è presente l’energia del momento.

Non prendere sonniferi o tranquillanti, a meno che non sei in cura da un medico, non tentare di riprendere sonno stando sdraiato, leggendo, guardando la televisione o attraverso altri tentativi di rilassamento. Se soffri di insonnia l’unica via cosciente è confrontarti con le tue paure e i tuoi disagi ed elaborarli.

Lavora sul tuo diario adesso, non dopo. Sì, proprio adesso, nel pieno della notte.

Se hai letto tutto questo articolo con interesse immagino che tu sia proprio interessato all’argomento. Ebbene è per ricercatori come te che ho creato Sognare Facile.

Sognare Facile è un workshop di due giornate che ti permette di conoscere ciò che i sogni vogliono dirti e usarlo a tuo vantaggio.

Lavorare con i sogni in modo scientifico e ripetibile ti apre le porte a una nuova dimensione di relazione con il tuo inconscio.

Non solo, ti permette anche di entrare in relazione con quello dei tuoi clienti e aiutarli a decodificare il messaggio che si portano dentro.

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