Powered by ProofFactor - Social Proof Notifications

IRIDOLOGIA, FASCIA E RUDOLF STEINER, MA CHE NESSO C’È?

IRIDOLOGIA, FASCIA E RUDOLF STEINER, MA CHE NESSO C’È?

1920 Dornach, Svizzera.

Il 7 di aprile durante una conferenza tenuta da Rudolf Steiner in una cittadina vicino a Basilea, un uomo si alza in piedi e gli pone una domanda un po’ spinosa.

Gli chiede: “Lei conosce iridologia? La riconosce come scienza?”

Rudolf Steiner, uomo di grande cultura pondera le parole per evitare malintesi e risponde alla domanda nel modo seguente:

“E’ giusto in generale che in un organismo, e in particolare nel complicato organismo umano, da tutti i possibili particolari, giustamente considerati, si possa dedurre qualcosa in merito alla totalità.

Ha poi un grande significato come il singolo particolare stia nell’organismo umano.

In certo modo quel che esamina l’iridologo nell’iride è da una parte qualcosa di molto isolato dal restante organismo umano, dall’altra è inserito in modo così significativo nel rimanente organismo che in realtà si ha un organo molto espressivo.

Ma proprio in cose del genere non si deve schematizzare, e l’errore di cose simili è che vengono appunto schematizzate.

 

 

Per esempio avviene senz’altro che uomini di una determinata costituzione animico-corporea mostrino nella loro iride caratteristiche diverse da quelle di altre persone.

Volendo usare l’iridologia, occorre avere una conoscenza tanto intima di quello che avviene nell’organismo umano da non avere in realtà più necessità, avendo tale conoscenza, di indagare un singolo organo.

Se poi si tende ad attenersi intellettualisticamente ad alcune regole o a rendere schematiche tali cose, non se ne cava niente di sensato”.

E’ chiaro da questa risposta che Rudolf Steiner è un uomo di larghe vedute e che non è guardando microscopicamente che si vede qualcosa di più, anzi come amava ripetere l’illusionista: “più da vicino guardi e meno vedi”.

Quindi l’iridologia ha senso se immersa in un contesto che prenda in esame un intero individuo, il suo modo di pensare, il suo modo di muoversi, la sua alimentazione e tutti gli altri parametri che posso essere visti o intuiti dall’occhio ma che poi vanno contestualizzati in una conoscenza Naturopatica approfondita dell’uomo nella sua totalità, non in un solo e singolo organo.

L’iper-specializzazione non è la soluzione perché restringe il campo, e la possibilità di “vedere”.

Stesso discorso vale per la Fascia o Miofascia o Interstizio o Tessuto Connettivo che dir si voglia, non sarà sezionando o rimuovendo strisce di tessuto connettivo miofasciale con il bisturi da corpi morti che impareremo a manipolare il tessuto o a capire come scorrono le emozioni dentro la Fascia.

Sarà come ha detto Steiner contestualizzando, in questo caso la Fascia, in una visione globale più ampia di manipolazione, manovre, test muscolari, dinamicità, movimento e postura che avremo una visione globale dell’essere e saremo efficaci nel trattamento.

Il tecnicismo delle manovre, anche se pur ben fatte ma che tralasciano la sfera emozionale, il vissuto, la sofferenza o le paure di una persona sono come l’iper specializzazione, un po’ miopi.

Incominciare da miopi non può che portare alla cecità.

Segui le date dei prossimi corsi, ti aspetto in sala.

Carlo

Comments (0)

Post a Comment

WhatsApp chat