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Scopri come Hannibal the Cannibal si è mangiato i vicini di casa senza dirlo a nessuno

Scopri come Hannibal the Cannibal si è mangiato i vicini di casa senza dirlo a nessuno

OVVERO IL COUNSELING DI CARLO GERVASI E’ A PROVA DI MOSTRO !counseling-naturopatia-carlo-gervasi

Era una notte buia e tempestosa.
Ma perchè si devono sempre iniziare le storie paurose nelle notti buie e tempestose?
Mi faccio paura da solo mentre scrivo, brrr.

Dicevamo, era un caldo pomeriggio assolato di agosto (si suona meglio) quando il dottor Hannibal Lecter usciva dallo studio del suo Counselor e Naturopata privato, il signor Carlo Gervasi, dopo la sua seduta settimanale di counseling, quando, improvvisamente, non appena la suola della scarpa destra, piede con il quale abitualmente scendeva dallo scalino ebbe toccato il ruvido asfalto caldo e nero, nella mente dello spostato scienziato cannibale si accese una lampadina da 40 volt sotto forma di idea.

I vicini di casa dello scienziato, una amabile coppia di mezza età, sarebbero stati la sua merenda quel pomeriggio.

Ma come fare? Come realizzare un piano così perfetto senza lasciare traccia e sparire nel nulla?
Ma certo! Con i nuovi progressi appena fatti con il suo counselor privato.

Il dott. Hannibal avrebbe potuto tranquillamente mangiarseli senza sentirsi minimamente in colpa.
Già, il senso di colpa, lo tormentava fin da bambino, da quando era stato visto dal suo migliore amico mangiare il gatto del vicino col pelo e tutto il resto dimenticandosi fuori tutta la coda. Era per quello che il suo amichetto se ne era accorto, non tanto per il gatto del vicino, un comunissimo gatto grigio, ma proprio per la coda, che spuntava come una coda (infatti era una coda) dalla bocca del piccolo amico.

Bene, non restava che tornare a casa, fare fuori la coppia, non dimenticarsi fuori la coda, hum? la coda? che centra? bah nulla, solo un fantasma del passato, una di quelle immagini che non ti va più via, come la zia che ti sorprende a fare la pipì da piccolo e la odii per tutta la vita.

Ok, ore 16:00 cotti e mangiati.

Ora non resta che applicare i preziosi consigli appresi in anni di sedute.
Già, ma quali erano già?
Maledetta amnesia, ah ecco…

• NON devo identificarmi con l’immagine che ho di me
• DEVO imparare a considerare le cose tra me senza parlarne con gli altri
• NON devo attaccarmi alle situazioni negative
• NON mi devo giudicare
• NON mi devo lamentare

Mi piace, ma da dove comincio?

Primo passo: l’identificarsi
Ok ci sono. E’ quello strano stato in cui mi trovo quando credo in quello che dico e in quello che so senza mai averlo verificato.
Quando credo in quello che credo e quello che non credo senza riserve (ma saranno vere le cose in cui credo?).
Quando credo di desiderare o di non desiderare qualcosa.
Quando credo che qualcosa mi attira, o che mi respinge.
In buona sostanza, praticamente tutto quello che penso in quasi ogni momento, aha!
Ecco l’origine del mio senso di colpa! Devo smettere di pensare e agire.

Secondo passo: il considerare
E’ quello strano stato che provo quando mi identifico con gli altri.
Praticamente è quando credo a quello che gli atri pensano di me.
Oppure quando credo a quello che gli altri dicono di me o quello che io penso che gli altri pensino di me? Si, credo qualcosa del genere.
Quindi è quando penso costantemente se gli altri mi trattano bene, se mi ammirano e se mi stimano abbastanza, ok ci siamo vicini (opss, no quelli li ho mangiati) vicino.

Terzo passo: il parlare
Di solito l’espressione delle emozioni negative (espressioni di rabbia per esempio) viene accettata come un fatto del tutto naturale e persino necessario, molto spesso viene chiamata sincerità.
Generalmente si impara ad essere sinceri a scuola e a confessare le proprie marachelle al parroco.
Non che il parlare sia dannoso di per sè, si tratta semplicemente di un segno di debolezza che denota l’incapacità di tenere per sè i propri crucci.

Ho capito! Quindi la mia cura sarà mentire, esprimere emozioni negative e parlare senza necessità, queste sono le qualità che mi servono per farla franca!

Se anche tu come Hannibal ti senti un po’ confuso e ti sei accorto che stai facendo fatica a trattenere le tue emozioni negative (rabbia, paura, sofferenza), se senti pesante il giudizio degli altri, se spesso ti senti in colpa, o se senti in te nascere reazioni violente, non fare come Hannibal, non prendere fischi per fiaschi o fare orecchie da mercante, ci stai andando di mezzo tu ma anche tutte le persone che ami, fai un balzo in avanti e iscriviti al corso il 12 e il 13 novembre.

Vieni a imparare come si fa! Fare Counseling può cambiarti la vita.

Meglio mangiare vicini che mangiarsi i vicini.

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